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Nostro Racconto di Viaggio

Mi consolo, in piscina si sta bene, e lui sarà felice. Ci  riposiamo, cena, e poi ecco di nuovo il problema del copri fuoco..”andiamo a Naama Bay dai” io “nuuu” “dai dai” io “allora l’avevamo deciso eh, niente gite fuori dal villaggio, è pericoloso, ieri ti sono venuta incontro bla bla..allora vuoi litigare?”—“e daii andiamo non succede niente l’hanno detto anche al villaggio, ci sono i controlli”io “eh se ci sono i controlli si vede che non è tanto sicuro!” niente alla fine Lcedo..tutututu è il mio cuore che va forte, pauraa di fermare quel taxi ed allontanarmi dal villaggio, i taxi qui abbiamo modo di notare, corrono come matti infatti io subito “se ci arriviamo a Naama Bay con questi qui”, bè qui anche Marco ha fatto un espressione di accondiscendenza, comunque lo ferma ed io muta, tra questa espressione ??’:/ e quest’altra :∫  , inizia il viaggio, io ad un angolo del taxi, una mummia, muovevo solo gli occhi e neanche tanto, pregando che andasse tutto bene, Marco al centro del sedile, che tutto euforico chiedeva e interloquiva con uno taxista che tutto aveva meno che voglia di parlare, rispondeva a monosillabi e ascoltava la radio locale, io pensavo “oddio che starà pensando” “…”, cerco di lanciare sguardi fulminanti per dirgli di lasciarlo stare ma lui con aria perplessa mi guardava “stiamo parlando tranquilla”, in realtà parlava solo lui e anche troppo visto che dopo 3 minuti esordisce “io sono cattolico tu di che religione sei?” io “è finita” pensavo :°° ∫ il mio volto è diventato di un bianco che non esiste ancora, ho pensato ad una croce capovolta, e dentro di me un  terrore che mi ha paralizzato!!poi Marco vedendomi cosi mi dice cos’ho, e dà tempo per fortuna di far trovare una risposta anche a quel poveretto che era rimasto un po’ perplesso, io “ma cosa, ma sei, ma dico..no ti rendi conto..non riuscivo a finire una frase, pensavo che non avrei più messo piede fuori, soprattutto con lui, da nessuna altra parte al mondo.
: ) poi siamo arrivati a Naama Bay, sani e salvi. Ci ho messo un po’ per riprendermi e razionalizzare l’accaduto. Ho impiegato una sera, ero sconvolta hihii.Naama Bay chiamata Las Vegas dell’Egitto, guardandola abbiamo capito ciò che le accomuna “un po’”, il fatto di essere costruite in mezzo al deserto ed essere costruite per attrarre più turisti possibile dando loro ciò che cercano, enfatizzando il tutto con luci su luci e colori, insegne luminose, tanti i nomi “italiani” di locali da “don panino” a “ristorante pizzeria cuoco napoletano” una cosa del genere, poi ancora gli internazionali “Hard Rock Cafè”, “Pacha” e “Little Buddha”, tanti localini, a parte gli appena citati, tutto il resto adibito all’aperto, con narghilè a volontà, e cuscini ovunque, carini.
Passeggiamo tutta la sera fermandoci solo alla vista del Casinò, :> è qui che mi sono ripresa definitivamente :) , decidiamo in simbiosi  di entrare, il casinò è piccolino, ma la voglia di svagarsi e magari vincere è tanta, cambiamo i soldi, per me era la prima volta in un Casinò, guardavo curiosa cercando di capire come funzionava il black jack, uau in una mano uno ha perso non so quanto ed un altro successivamente ha vinto, tutti presissimi, me in primis che ho capito grazie a Marco quanto si rischiava a Bj…una sola puntata costava 10 dollari, ed era o bianco o nero: :O però fico pensavo :P ehehe ma poco dinero , cambiamo subito tavolo, la roulette, ci divertiamo un po’, perdendo, e da daaa “ le slot machine” ci buttiamo li, come dei bambini, moneta e tiriamo giù, stiamo un ora circa girando per tutte le slot come trottoline, io scarico dopo 10 minuti non so quante fiches 100 se non sbaglio tutti e due uau :) :) che scemi!, decidiamo di divertirci e le spendiamo tutte per finire la serata li.
Tutti soddisfatti ci avviamo alle porte di Naama Bay, scoprendo altri localini lungo la strada, chiamiamo un taxi e via di ritorno al villaggio.

Terzo  giorno. “Buongiorno amore”, ci alziamo, colazione veloce, mare. Io piscina, lui corso di sub, oggi mi dispiace stare sola, dovevano essere 2 giorni e già siamo al terzo divisi uhm..dopo pranzo si va a Shark Bay e Marco si immerge,  io faccio amicizia, classica scena, di due ragazze entrambe italiane, entrambe di Roma, ma di quartieri confinanti nonché di amiche in comune, e vabbè!strano come io che sono tutta socievole, un po’ mi sia detta “eh che cavolo pure in Egitto noo” : ) .Il ritorno del subacqueo, eccola li..non sono più il suo unico amore in vacanza, ora c’è la subacquea, innamorato delle bolle blu.
La sera decidiamo di andare ad Old Sharm, seconda alternativa di svago qui a Sharm el Sheik. Old Sharm come annuncia il nome, è la vecchia Sharm, il mercato vecchio dove tutt’oggi non è cambiato molto. Il tragitto dal villaggio fin qui è molto diverso da quello percorso per Naama Bay, molto più temibile per un certo verso, anche più lungo, eppure mi sento bene, mi piace, e non vedo l’ora di arrivare. Eccoci qui, l’entrata del mercato è difficile non notarla, pochi passi a piedi e l’imponente entrata con due statue ai lati, sono rimasta colpita da queste due statue finte ed ho subito pensato che effetto potesse farmi la visita a Luxor ed il Cairo di cui tanto ho letto e di cui tutti mi hanno parlato, raccontato e consigliato.

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